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Ringraziamento al dott. Bernardo Rocco

Estrema professionalità, efficienza e competenza, esperienza generazionale e anche grande umanità.
Il Dott. BERNARDO ROCCO, senza facili promesse ma nel rigore della verità che ha saputo immediatamente interpretare, mi ha diagnosticato un tumore alla prostata che – dopo accurati ma veloci esami diagnostici – ha rimosso radicalmente con un intervento robotico magistrale.
Il tutto in meno di un mese dalla scoperta.
Questa mia testimonianza non vuole essere solo un tributo al DOTT. BERNARDO ROCCO, ma soprattutto un messaggio per coloro che, come me, nel bel mezzo della vita, scopre una malattia che – per quanto ancora asintomatica – aveva già rivendicato una sua territorialità.
E’ ancora per coloro che ritengono che la vita sia un cantiere aperto, ma in realtà non lo è più.
E’ infine per chi, come me ma come credo tutti, ama la vita e in essa ripone ancora tanti ideali e aspettative.
A Lei, Dott. BERNARDO ROCCO, la mia stima e gratitudine, assieme alla mia famiglia e ai miei bambini, per quanto ha saputo fare in un momento difficile della mia vita.
A voi tutti, fate la prevenzione e affidatevi al meglio, come ho fatto io.

30/06/2015 FABRIZIO LAMANNA

Nefrectomia Radicale in chirurgia robotica

Grande competenza con uno sguardo attento verso i pazienti. Lo staff medico ti coccola in tutte le fasi della degenza. La capacità organizzativa del reparto è sempre accompagnata dal buon umore e dalla voglia di dare piena sicurezza ai pazienti, anche a quelli meno “pazienti”. Non vengono mai trascurate le informazioni necessarie ai parenti senza mai assumere atteggiamento distaccato. Una eccellenza ed un fiore all’occhiello della Sanità Pubblica che andrebbe esteso in tutte le strutture nazionali.
Patologia trattata
NEOPLASIA RENE SX.

08/04/2014 Giuseppe Alberghina

Adenocarcinoma prostatico

Vorrei segnalare e ringraziare di cuore il reparto di urologia “Cesarina Riva” per la grande competenza e professionalità. Medici esemplari capitanati dal prof. Rocco, persona qualificata e soprattutto umile come tutto lo staff medico. E’ proprio vero, si è grandi medici se si è grandi uomini!!!
Grazie per avermi ancora lasciato il sorriso!!!
Patologia trattata
Adenocarcinoma prostatico.

20/05/2014 Alfonso Monaco

Io, il cancro alla prostata e la prostatectomia robotica

Tutto è iniziato qualche mese fa, con un nuovo amore, una passione intensa e inattesa. È ora di affrontare i piccoli problemi dei sessant’anni mi dico: un vigore non proprio eccellente, quella fastidiosa frequenza nell’urinare.

Vado dall’andrologo, è la prima volta nella mia vita. Il professor Gentile mi accoglie con un sorriso complice e mi ascolta con attenzione. Non deve preoccuparsi, sono cose normali, talvolta anche in uomini più giovani di lei dice. A proposito, già che c’è lo facciamo un PSA? Sono due anni che non lo faccio, mi vergogno a dirlo e, di lì a poco, mi renderò conto di quanto sono stato sconsiderato nel trascurare quel semplicissimo test.

PSA alto. Cura antinfiammatoria inefficace. Biopsia. È cancro, a basso rischio per fortuna.

La via migliore, considerata la mia età e le mie buone condizioni fisiche, è la prostatectomia: il professor Gentile ne è convinto e quasi mi convince. In realtà sono terrorizzato. Impotenza e incontinenza, i due spettri di questa chirurgia, fanno breccia nella mia testa confusa.

Per il mio lavoro ho una lunga frequentazione di sale operatorie, ospedali, malattie di ogni tipo: sono regista e, per vent’anni, ho realizzato un programma sulla salute. Scaccio gli spettri e mi metto a pensare.

Sono un fan della chirurgia robotica fin da quando, con lo scopo di registrare una puntata del programma, nel 2010 ebbi l’occasione di andare al 2° Congresso di Chirurgia Robotica a Chicago, presidente un grande italiano, il prof. Pier Cristoforo Giulianotti. La chirurgia robotica, avevo sempre sentito dire ed allora ne ebbi la conferma, è selettiva, funzionale, minimizza le conseguenze. Lo spero veramente ora, perché sono determinato a farmi operare in quel modo.

Attraverso un breve quanto frenetico giro di telefonate arrivo al dottor Bernardo Rocco. Lo chiamo al cellulare, mi da appuntamento dopo qualche giorno nel suo studio di Milano.

Mi accoglie con una stretta di mano salda e decisa; bene, a un chirurgo servono le mani ferme penso. Bernardo Rocco illustra le possibili vie per affrontare la mia malattia; alla fine del colloquio una conferma, la strada per la guarigione dal cancro è sicuramente chirurgica. Mi rassicura sui “danni collaterali”. È sintetico, affabile, chiaro e convincente. Fissiamo la data dell’intervento. Torno a Roma sotto una pioggia battente.

Dopo qualche settimana mi ricovero. Il padiglione Cesarina Riva sembra una clinica privata. Cordialità e pulizia, competenza e chiarezza, si mangia bene e ogni domanda ha una sua risposta, salvo una che non faccio: come sarà dopo? L’ultima notte, prima dell’intervento, quella domanda mi assedia la testa, poi mi addormento.

Esco dal nulla dell’anestesia e vedo di fronte a me il volto sorridente e sereno dell’anestesista. Signor Borelli, si ricorda? È stato operato di prostatectomia, si ricorda? Si, me lo ricordo. E adesso?

Poche ore dopo Bernardo Rocco è al mio capezzale, è andato tutto bene dice, e fa un gesto rassicurante con le mani quando parla dei fasci nervosi, i miei, quelli che è riuscito a conservare. Ma non deve stare a letto, domani si deve alzare, deve camminare dice. Ed io: quattro passi in corridoio li faccio. Anche otto, sedici mi risponde e sorride. Mi dà coraggio, lo prendo in parola. Il giorno dopo gli infermieri mi prendono in giro perché consumo il corridoio a forza di camminare.

La ripresa è rapidissima e domenica sono a spasso. Il catetere si sopporta. Sono passate nemmeno novantasei ore da quando ho lasciato la sala operatoria.

Emergo dalla Metropolitana, le note di George Shearing nelle cuffie. Il Duomo, la piazza affollata e una mostra di Munari. Sono fortunato, un artista tra i miei preferiti. Visito la mostra con il piacere del reduce, una esagerata percezione di chi è scampato alla catastrofe. Non posso fare a meno di trasmettere questa gioia al dottor Rocco.

Ora sono tornato a casa. Sono passate trecentododici ore da quando sono uscito dalla sala operatoria e la continenza è quasi perfetta, nessun dolore, nessun fastidio, salvo quello di aspettare ancora per fare un po’ di ginnastica.

Il dottor Rocco mi dice al telefono che per il sesso c’è da avere pazienza, che devo riprendere al più presto ma con calma e senza ansie, solo quando me la sentirò.

Meglio, il nuovo amore è fuggito, come il pesce spada femmina, ed io avrò tutto il tempo per trovarne un altro.

Fabrizio Borelli

Grazie!!!

Grazie a tutto il reparto di urologia Cesarina Riva, sia per il mio intervento perfettamente riuscito, sia per la qualità della assistenza prestatami in 10 giorni di ricovero… Di tutti i medici/infermieri/ausiliari ho un bellissimo ricordo, pur se velato da momenti di sofferenza.
Competenza, pazienza e cortesia sono i fiori all’occhiello di questo reparto, in cui il paziente è sempre al centro della attenzione indifferentemente dalla gravità o meno della patologia; la sensazione è quella di essere a casa e, nonostante tutte le difficoltà di un lavoro pesante e spesso non scevro di difficolt,à non manca mai un sorriso o una battuta, che fanno molto di più di tante medicine… al morale di chi è li con il timore di non farcela, o con la paura di sapere che il proprio problema ha un nome difficile da nominare…
Di tutti ho conservato un nome ed un soprannome (di cui non pubblico per privacy) la mia gratitudine infinita a:
Francesco, Bernardo, Matteo, Michele: medici instancabili e sempre presenti.
Valentina e Silvia, specializzandi sorridenti e disponibili
Raffaele, Salvatore, Angela, Adriana, Graziella, Raffaella, Chiara: cari infermieri che avete supportato e sopportato la mia degenza con pazienza ed indubbia professionalità.
Solo grazie a voi sono riuscito a tornare la persona di prima…
Grazie ancora.
Patologia trattata
Tumore al rene con ablazione.

01/01/2014 Americo Carcano

Intervento con robot da Vinci

Sono stato operato lo scorso 24 Luglio 2013 dal Dott. Bernardo Rocco per asportazione totale della prostata. Consiglio questo reparto e questo tipo di intervento, eseguito con grande professionalità dal Dott. Rocco e dalla sua equipe, a tutti quei pazienti che devono affrontare questo tipo di intervento. Il risultato post operatorio è stato veloce e così la ripresa della continenza urinaria. Un grazie di cuore a tutto il reparto.
Patologia trattata
Adenocarcinoma prostatico – prostatectomia radicale.

21/10/2013 Alessandro Magni

Mauro Brezzi

Quando mi hanno consegnato l’esame istologico, l’unica cosa che sapevo era che avevo un tumore alla prostata e che doveva essere operato. Nient’altro. Sarei stato sottoposto ad un’operazione tradizionale, con tutte le conseguenze del caso, che io avevo accettato perché non sapevo di avere un’alternativa.

Ho degli amici in California. Ci parliamo spesso, via Skype. Ed è così che una sera gli ho raccontato di quello che mi stava succedendo. Mi sono confidato con loro, detto che sarei stato sottoposto ad un’operazione sei mesi dopo. E sono stati loro a dirmi quel che ignoravo: non dovevo aspettare sei mesi. Non dovevo sottopormi ad un’operazione tradizionale. Fu allora che sentii per la prima l’espressione “chirurgia robotica”. In California tutti usavano il robot per quel tipo di operazione: perché non avrei dovuto usarlo anch’io?

Andai su internet e cercai se in Italia ci fosse stato qualcuno che praticasse la prostatectomia robotica. E così trovai il professor Bernardo Rocco. Lo contattai e fu lui ad operarmi a luglio del 2008: non ho dovuto aspettare sei mesi.

Sei ore di operazione dalla quale io sono uscito benissimo. Cinque giorni dopo ero già a casa e, di lì a due giorni, non avevo più neanche il catetere. Non ho avuto problemi di incontinenza in seguito all’operazione. Sono stato subito bene. Così bene che appena due settimane dopo l’operazione sono potuto andare a Roma, in viaggio: lì c’erano ad  aspettarmi i miei amici californiani.

Mauro Brezzi

Elogio per il trattamento Avuto nel reparto

Sono il Sig. Angelo Lenti nato a Carosino (TA) il 19/08/1941, abitante a Milano in via G.B. Vico n.01
Voglio dimostrare che non c’è solo Malasanità a Milano. Io sono stato operato presso il reparto di Urologia il 30/05/2013 diretto dal dott. Rocco Francesco; chi mi ha operato è il dott Rocco Bernardo con altri.
Sono stati tutti bravissimi nel capire come uno deve affrontare l’intervento..
Ci tengo a far sapere che il personale medico, infermieristico e tutti gli altri che lavorano in questo reparto, sono delle persone preparate, brave e gentili con tutti gli ammalati, compreso me.
Un ringraziamento di vero cuore va a tutto lo staff.
Distinti saluti,
Angelo Lenti
Patologia trattata
ADENOCARCINOMA PROSTATICO.

08/07/2013 ANGELO LENTI

Giampaolo Betti

Dopo una certa età, è consigliabile tenere sotto controllo la prostata. Si sa. Ed io, infatti, l’ho sempre fatto. Ed è stato così che, negli anni, ho visto il mio Psa salire fino a 11, un record che non faceva decisamente pensare bene.
Così, a 71 anni e con una prostatite acuta, decido di muovermi e di chiedere più di un consulto.
Il primo urologo da cui vado, mi sbologna in appena cinque minuti.
Il secondo, invece, mi dice di volermi fare una serie infinita di esami, tutti a pagamento.
Il terzo, poi, mi spiega che la prostata ingrossata va affrontata con una prostatectomia parziale, effettuata con l’intervento classico, o con una prostatectomia totale eseguita, magari, con il robot.
Raccolgo molte informazioni su internet e in me si consolida la convinzione di essere operato col robot e di farmi asportare interamente la prostata, così da non avere più pensieri, almeno su quel fronte.
Così, su consiglio di mia moglie che ancora non mi sente tranquillissimo, vado da un mio amico medico:
mi parla del professor Rocco e mi dice che lui, per l’intervento in robotica, è un vero e proprio fenomeno.
Torno su internet, stavolta per trovare informazioni sul dottor Rocco, e scopro che è stato addirittura allievo di Patel, luminare mondiale per quel che riguarda la prostatectomia robotica.
Mi affido così, senza dubbi, al professor Rocco e al suo staff che è eccezionale:
recupero in maniera velocissima ed il poco sanguinamento si esaurisce in appena 3 giorni.
Torno a casa senza il più piccolo problema d’incontinenza e con un getto d’urina perfetto.
Alla prima visita di controllo dopo l’intervento, il dottor Rocco mi fa vedere il video della mia operazione: assisto così al distacco della mia prostata, con una precisione e perfezione che mi lascia senza parole.
Ora sto bene, non ho nessun problema di erezione e il mio Psa è pari a zero.
Sono sereno.

Giampaolo Betti

Romano Angelo, 58 anni, Milano

Quando mi hanno dato la notizia che avevo un carcinoma prostatico era il giugno del 2012. Io avevo 57 anni, piuttosto giovane, quindi, per la media dei pazienti colpiti da questo tipo di tumore. I due medici stavano davanti a me e tenevano tra le mani la busta col risultato della biopsia che avevo fatto appena 20 giorni prima. Sono stati loro a darmi la notizia e lo hanno fatto con la più grande umanità possibile, spiegandomi tutto per filo e per segno.

Avevo sempre avuto timore dei medici: una cosa stupida, che capisco solo adesso. Erano passati 5 anni dall’ultimo controllo. Poi, mi ero fatto coraggio e, nel maggio del 2012, avevo deciso di farmi visitare e subito mi avevano detto che c’era qualcosa che non andava alla prostata. Il mio Psa era a quota 7,10.

Era strano: avevo avuto paura di farmi visitare ma adesso che i dottori mi dicevano che avevo un tumore, quasi mi sembrava che quella notizia non fosse diretta a me, che non fossi io il malato ma una persona che conoscevo appena. Sono rimasto in uno stato di trance che, forse, mi ha impedito di non farmi prendere dal panico.

I dottori mi prospettano subito 3 soluzioni: la cura farmacologica, l’intervento chirurgico tradizionale e quello, invece, con il robot. Io conoscevo la laparoscopia ma non il robot. Un robot che mi opera in maniera assolutamente non invasiva, con una precisione assoluta, che non lascia ferite grandi e che permette una convalescenza più corta e meno dolorosa.
Io ho detto subito sì: “scelgo la chirurgia robotica”, ho detto loro. Non ho avuto dubbi al riguardo ed è stato facilissimo, per me, scegliere. Mi sono sentito di fidarmi e ho deciso di operarmi col robot.

Mi dissero che avrebbero dovuto asportare l’intera prostata. L’intervento sarebbe stato condotto dal Dottor Bernardo Rocco, che io conoscevo per fama: in particolare, una mia conoscenza mi aveva raccontato quanto fosse bravo, che aveva lavorato in America con i più grandi esperti di chirurgia robotica del mondo. Mi sono sentito più tranquillo.

I medici mi spiegarono che, dopo l’intervento, avrei avuto due problemi: l’incontinenza urinaria mi avrebbe costretto a portare il pannolone, sì, ma la cosa si sarebbe risolta nel giro di sei mesi. Il secondo problema era invece quello sessuale: il robot, essendo molto preciso, consente di mantenere e recuperare la capacità erettile del membro.

Trascorro l’estate a fare esami medici e a portare avanti una vita normale: il tumore alla prostata è, spesso, un malattia silente. Forse per questo io, durante quella lunga estate, parlavo molto della mia malattia, così come mi avevano consigliato i medici: mi sfogavo, mi aprivo, mi confidavo e mi sentivo meglio.

Arriva ottobre. Nel frattempo, il mio Psa aveva oltrepassato quota 11. Il mio intervento è fissato per l’8 ottobre. Quando arriva quel giorno, io mi ritrovo solo, anche perché, nel frattempo, il mio matrimonio è naufragato. Entro in sala operatoria, forse proprio perché sapevano che fuori non mi aspettava nessuno, tutti, nell’equipe medica, mi davano conforto: mi facevano parlare, mi accarezzavano, mi trattavano con una straordinaria umanità e dolcezza.

Mi sveglio e mi portano in terapia intensiva, a causa dei miei problemi di cuore: ho 4 bypass. Rimango lì 24 ore, poi altri tre giorni e, alla fine, mi mandano a casa. Tengo il catetere per nemmeno una settimana: non ho problemi di dolori ma il primo mese è duro a causa dell’incontinenza. Dopo 30 giorni, al controllo, la mia Psa è praticamente a zero: sono ufficialmente guarito.
Continuo con la riabilitazione a casa: i medici mi hanno dato un manuale che seguo meticolosamente e mi dice esattamente cosa fare. Continuo anche con le visite di controllo mentre, in appena 4 mesi, il problema di incontinenza è risolto.

Sono passati 7 mesi dall’intervento: so che hanno asportato tutta la prostata e, con essa, 29 linfonodi. Un record, mi hanno spiegato i medici. Purtroppo ancora ho il problema sessuale, il dottor mi ha detto che il tumore aveva colpito un fascio di nervi erigenti che è stato sacrificato perché troppo in prossimità del nucleo del carcinoma: probabilmente potevano essere già intaccati dal tumore.

Ora, ho erezioni a circa il 60 per cento. La mia libido è rimasta intatta e continuo ad avere orgasmi, anche se senza emissione di sperma, ovviamente. So che farmaci specifici possono aiutare l’erezione: con l’ok del mio cardiologo inizierò a utilizzarli. Ma adesso, la cosa che mi più mi gratifica è essere guarito. Io sono ottimista di natura, ma, per come sono stato seguito, ora sono tranquillo: i medici hanno saputo prendersi cura di me.

Romano Angelo
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